Decreto "Salva- Roma": ecco le novità


Il consiglio dei ministri ha mantenuto il decreto "Salva Roma" all'interno del Ddl Crescita, dimezzandolo in alcuni punti. Sono stati infatti stralciati i commi 2,3,4,5,6 del decreto "Salva Raggi", che disciplinano l'assunzione da parte dello Stato degli oneri derivanti dal pagamento di interessi e quota capitale delle obbligazioni del Comune "attualmente inclusi nella massa passiva della gestione commissariale per il piano di rientro del debito pregresso della capitale". Mentre sono stati mantenuti solo i commi 1 e 7.

Secondo alcune ricostruzioni, il presidente Conte avrebbe rimproverato Salvini, spiegandogli che così "È stato definito un percorso normativo a sostegno dei Comuni, a partire da Roma, in difficoltà finanziaria, sul quale il Parlamento potrà intervenire ancora in sede di conversione".

Il testimone passa ora alle camere. Se da una parte Salvini può esultare, "la Lega è soddisfatta, i debiti della Raggi non saranno pagati da tutti gli italiani ma restano in carico al sindaco", dall'altra anche i 5 Stelle possono cantare vittoria: "È un punto di partenza, siamo sicuri che il parlamento saprà migliorare ancora di più un provvedimento che, a costo zero, fa risparmiare soldi non solo ai romani ma a tutti gli italiani".