Salvini sul 1° Maggio: "è festa di tutti, non di sindacati e cantanti di sinistra"


Da un comizio elettorale a Tivoli, frecciatina del ministro dell'Interno Matteo Salvini sul primo maggio. "è come il 25 aprile: è la festa di tutti i lavoratori, oggi, non è la festa dei lavoratori di sinistra o dei sindacati di sinistra o dei cantanti di sinistra. È la festa di tutti gli italiani che lavorano, anche in maniera autonoma, quindi partite Iva, artigiani, commercianti, piccoli imprenditori‎".

Ironizza poi su un gruppo di contestatori: “Faremo un’area geografica che protegge i comunisti, perché sono una specie simpatica. Quelli che nel 2019 credono nella falce e martello mi fanno simpatia”. E ancora: “Ero preoccupato perché non avevo visto ancora cinque comunisti. Ora sono arrivati i nostalgici di Che Guevara e Stalin, un applauso, mi fate una tenerezza infinita, voi con il lavoro non c’entrate nulla ma noi siamo democratici e accogliamo tutti”.

Accantonata la zuffa sulle Province con il M5S, il leader leghista torna poi sull'autonomia regionale: "Di Maio non lo deve convincere Salvini, sono milioni di italiani, da Nord a Sud, che vogliono un Paese più moderno, più efficiente, rispettoso‎ delle autonomie locali perché più vicino si spendono i soldi pagati dai cittadini meglio si spendono. Non è un'opera di convincimento di Salvini, poi c'è pure nel contratto, oltre al fatto che i 5 stelle sia in Veneto che in Lombardia hanno votato a favore del referendum. O qualcuno ha cambiato idea, ma non penso, oppure si va avanti".