Business su minori, Di Maio attacca modello "Emilia" proposto dal Pd


«Un altro business, orribile, sui minori. Una galleria di atrocità assolute che grida vendetta a Reggio Emilia e per cui oggi - oltre a una ventina di indagati - è stato arrestato anche il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti (Pd)».

È così che il vicepremier Luigi Di Maio inizia il suo post su Facebook, in merito gli arresti che sono scattati a Reggio Emilia a seguito il "lavaggio del cervello" effettuato su dei minori, che venivano poi affidate a famiglie di amici e conoscenti, dietro compenso per un giro di affari di centinaia di migliaia di euro.

«Quello che viene spacciato per un modello nazionale a cui ispirarsi sul tema della tutela dei minori abusati, il modello “Emilia” proposto dal PD,  - continua Di Maio - si rivela oggi come un sistema da incubo: bambini ”selezionati” e sottratti illegittimamente alle famiglie, per poi venire consegnati in una sorta di “affido horror” a personaggi discutibili, tra i quali titolari di sexy shop, pedofili, gente con problemi mentali. E tra la sottrazione e l’affido una trafila di psicoterapie falsate, medici travestiti da mostri, persino impulsi elettrici per modificare la memoria dei bambini e convincere i giudici della necessità dell’affido. Roba da film dell’orrore, a cui si stenta a credere».

E sottolinea: «Ma due sono i dettagli davvero sconvolgenti. Il primo è che tutta l’operazione, un vero e proprio “sistema”, non era gestita da delinquenti o malavita comune, ma da autorevoli rappresentanti delle istituzioni. Medici, psicoterapeuti, servizi sociali, onlus autorizzate e politici a coprire tutto. Chi poteva opporsi a tanto potere? Come poteva una famiglia “attenzionata” da costoro sperare di salvare il proprio bambino? Il secondo dettaglio: sì, c’era un giro di soldi, come sempre c’è in questi casi. Come accadde ai tempi del Forteto: un inferno per bambini che il potere dell’epoca agevolava considerandolo un “moderno” esperimento e contro cui il MoVimento 5 Stelle ha condotto tante battaglie e che io stesso ho commissariato, firmando l’atto nei confronti della cooperativa».

«Fra poco partirà una lettera dal mio ufficio al ministero della Famiglia per chiedere una verifica immediata di tutto il sistema di affidi nazionale, perché orrori simili non sono accettabili. E non lo saranno mai!», conclude il leader di 5 Stelle.