La replica di Salvini al comandante della Sea Watch: «Possono stare lì fino a Natale»


«La Sea Watch in Italia non ci arriva, possono stare lì fino a Natale. In 13 giorni se avessero avuto veramente a cuore la salute dei migranti sarebbero andati e tornato dall'Olanda».

Lo ha ribadito il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, a seguito delle dichiarazioni del comandante della nave, Carola Rakete, aggiungendo che «l'Italia non si fa dettare la linea da una Ong che non rispetta le regole».

Intanto, sulla pagina Facebook del "Forum Lampedusa solidale" spunta un video della Ong in cui uno dei migranti spiega qual è la loro condizione a bordo della nave: «Non ce la facciamo più, qui siamo come in prigione, aiutateci a sbarcare presto, a mettere i piedi giù da questa barca». E aggiunge: «Siamo tutti stanchi, esausti, stremati: pensate ad una persona appena uscita di prigione e fuggita dalla Libia, che ora si trova qui seduta o sdraiata. Immaginatevi come debba sentirsi questa persona».

I migranti continuando spiegando come a bordo manchi tutto e come sia impossibile muoversi per mancanza di spazio, perché la nave è piccola, mentre loro sono tanti. E poi concludono con un appello: «Chiediamo l'aiuto delle persone a terra, qui non è facile, non è facile stare su una barca piccola. Per favore non ci lasciate qui cosi, non ce la facciamo più».

«Facciamoli scendere, si sta giocando una partita di civiltà. Si, civiltà. Perché quando viene meno il dovere di soccorso, un dovere che nasce dall'empatia fra gli esseri umani, dal riconoscerci gli uni e gli altri soggetti a un destino comune, viene meno il fondamento stesso della civiltà».

Lo dice Luigi Ciotti, presidente Libera e Gruppo Abele.

«Stiamo andando alla deriva. Abbandonare persone fragili e sofferenti è uno dei peggior crimine che un essere umano possa commettere- continua Ciotti- Noi siamo con il capitano Carola, siamo dalla sua parte perché Carola con il suo coraggio e la sua umanità incarna le leggi del cuore e della coscienza e non accetta di piegarsi alle leggi del potere e dell'arbitrio, leggi che stanno mandando alla deriva un intero continente che è stato culla di civiltà: L'Europa».