Sea Watch, comandante Rackete: «Ho deciso di entrare in porto a Lampedusa»


«Ho deciso di entrare in porto a Lampedusa. So cosa rischio ma i 42 naufraghi a bordo sono allo stremo. Li porto in salvo». 

È la decisione della comandante della Sea Watch, Carole Rackete nonostante sia consapevole dell’eventualità di essere multata e che la nave venga posta sotto sequestro.

In 14 giorni, spiega la Ong, «nessuna soluzione politica e giuridica è stata possibile, l'Europa ci ha abbandonati. La nostra Comandante non ha scelta».

«Questa mattina – scrive sempre la Ong - abbiamo comunicato ai naufraghi la decisone della Corte di rigettare il ricorso. Sono disperati. Si sentono abbandonati. Ci hanno detto che la vivono come una negazione, da parte dell'Europa, dei loro diritti umani».

Dura la replica di Salvini che in suo post su Facebook scrive: «Chi se ne frega delle regole ne risponde, lo dico anche a quella sbruffoncella della comandante della Sea Watch che fa politica sulla pelle degli immigrati pagata non si sa da chi. Se qualcuno pensa che le leggi siano barzellette pagherà fino in fondo».

«L'immigrazione – ha aggiunto - non può essere gestita da navi fuorilegge: siamo pronti a bloccare qualunque tipo di illegalità. Chi sbaglia, paga. L'Europa? Assente, come sempre». E infine: «Io non do autorizzazione allo sbarco a nessuno, non la do e non la darò mai, nessuno pensi di poter fare i porci comodi suoi sfruttando decine di disgraziati e fregandosene delle leggi di uno Stato. I governi di Olanda e Germania ne risponderanno, sono stufo».