Tasse, Salvini: «Taglio per dieci miliardi o me ne vado»


«Dal viaggio negli Stati Uniti ho portato una convinzione fortissima: all'Italia serve una riforma fiscale coraggiosa. E quindi, il mio dovere è farla. Se non me la dovessero far fare, io saluto e me ne vado».

Lo sostiene fermamente il ministro dell'Intero Matteo Salvini, nel corso di una sua intervista con il Corriere della Sera.

In merito ai 2 miliardi che il governo vuole portare in trattativa con l'UE, Salvini afferma: «Per il 2019, se è vero come è vero che lo Stato spende di meno ed incassa di più, possiamo utilizzare quella cifra per abbattere il debito, e va bene però basta gabbie sugli anni futuri, basta con lo strozzare la crescita possibile». 

E poi continua spiegando che «il problema è che non esiste un taglio delle tasse serio che possa richiedere meno di dieci miliardi. Ma poi, i liberali non vogliono il taglio delle tasse?». 

Il vicepremier è convintissimo sul taglio delle tasse, e a tal proposito sostiene che: «Con il taglio delle tasse si rianima l'economia e i soldi ritornano. Ma avete visto i dati Istat? Io ringrazio Blangiardo, il presidente dell'Istat, che giusto oggi rende chiaro quello che noi diciamo da un pezzo: la recessione è quella demografica, il blocco delle nascite è un dramma". E quindi "taglieremo le tasse a lavoratori e famiglie a prescindere dal parere di qualche burocrate. Il futuro, dei nostri figli e dell'Italia, viene prima dei vincoli decisi chissà dove». 

Il premier Giuseppe Conte risponde così a chi gli chiede un suo parare sulle parole di Salvini: «Non ho letto le interviste ma per la riforma fiscale, non stiamo a dirlo tutti i giorni, abbiamo concordato un tavolo istituzionale per lavorare alla riforme delle tasse, quindi ci metteremo attorno a questo tavolo quanto prima».