Sea Watch, oggi udienza di convalida per Carola Rackete


Si svolgerà oggi alle 15.30 in tribunale ad Agrigento l'interrogatorio nei confronti della capitana della Sea Watch, Carola Rackete, nel corso del quale verrà convalidato il suo arresto richiesto dal procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, dal suo vice Salvatore Vella e dal pubblico ministero Gloria Andreoli.

I reati contestati alla Rackete sono rifiuto di obbedienza a nave da guerra, resistenza o violenza contro nave da guerra e navigazione in zone vietate

L'arresto della comandante è stato fortemente criticato dal presidente tedesco, Frank-Walter Steinmeier, che difende la sua connazionale con queste parole: «Ci aspettiamo che l'Italia affronti un caso del genere in modo diverso. Coloro che salvano vite umane non possono essere criminali». 

A replicare è il ministro degli Interni, Matteo Salvini, il quale risponde così: «Si occupi di ciò che accade in Germania e inviti i suoi concittadini ad evitare di infrangere le leggi italiane, rischiando di uccidere uomini delle Forze dell'Ordine italiane. A processare e mettere in galera i delinquenti ci pensiamo noi». 

Stesso scontro si è verificato anche con la Francia che per mezzo della portavoce del governo Macron, «si rammarica che si sia arrivati a questa situazione, perché il governo italiano fa purtroppo la scelta di una strategia per rendere isterico il dibattito su argomenti chiaramente molto dolorosi». 

Anche in questo caso non è mancata la replica di Salvini, il quale ha affermato: «Visto che il governo francese è così generoso (almeno a parole) con gli immigrati, indirizzeremo i prossimi eventuali barconi verso Marsiglia».

Nel contempo grande soddisfazione è stata espressa dall'Ue per i Paesi che hanno dato disponibilità nell'accogliere i migranti scesi dalla Sea Watch. 

«È così che dobbiamo lavorare in Europa», ha detto il vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans. 

Anche Conte è intervenuto sulla vicenda definendo il braccio di ferro tra la Ong e il governo italiano come «un ricatto politico deliberato sulla vita di quaranta persone».