La scissione di Giovanni Toti costa caro alle casse di Forza Italia


481 mila euro: è questo peso economico della scissione di Giovanni Toti che andrà ad incidere sulle casse di Forza Italia. 

Una somma cospicua, soprattutto considerata la scelta di Sivio Berlusconi di chiudere le finanza azzurre. Ogni fuoriuscito forzista porterà in dote al governatore ligure il suo 'contributo annuale' al gruppo di appartenenza.

Il passaggio dei 5 deputati azzurri  (Manuela Gagliardi, Stefano Benigni, Claudio Pedrazzini, Giorgio Silli e Alessandro Sorte), che nei giorni a seguire si iscriveranno al nuovo gruppo misto "Cambiamo", ha un costo stimato di 245mila euro, visto che ogni onorevole che aderisce a un gruppo 'vale' 49mila euro per 12 mesi.

A questi si aggiungeranno altri parlamentari tra cui Paolo Romani, Luigi Vitali, Vittorio Massimo Berruti e Gaetano Quagliariello. Ogni senatore che va via e passa ad un altro gruppo, 'vale' 59mila euro l'anno.

A conti fatti quindi, Toti si ritroverebbe mezzo milione di euro in tasca per organizzare il suo partito sul territorio e in Parlamento. 

Occorre però precisare come il 'passaggio' dei soldi da Fi a 'Cambiamo' non è automatico. Secondo infatti il regolamento della Camera, ad esempio, spetterà al collegio dei questori riunirsi e verificare prima se esiste una 'variazione' di un quinto del numero dei componenti dei vari gruppi per poter procedere poi alla ripartizione del 'contributo annuale', a cominciare dalle somme portate in dote da ogni 'fuoriuscito'.