Omicidio della giornalista Alpi. La madre: "Non voglio riaccendere le mie speranze"

 (foto: ANSA)

Il giudice romano si è rifiutato oggi di indagare sull'omicidio del 1994 a Mogadiscio della giornalista RAI Ilaria Alpi e del suo cameraman Miran Hrovatin.

Il giudice delle indagini preliminari ha ordinato nuove indagini sul doppio omicidio del 20 marzo 1994. Nel frattempo l'appello contro l’archiviazione del caso da parte della famiglia Alpi, del sindacato dei giornalisti italiani FNSI, del sindacato RAI USIGRAI e della corporazione dei giornalisti è stato accolto e il giudice ha ordinato altri sei mesi di indagini.

Il giudice ha anche chiesto di acquisire gli atti processuali relativi all'omicidio mafioso del giornalista Mauro Rostagno nel 1988, con lo  scopo di verificare i possibili collegamenti tra i casi.

Il giudice, Andrea Fanelli, ha detto che il caso Alpi è stato caratterizzato da “molti tratti oscuri” e nuove intercettazioni effettuate nel 2012 potrebbero portare alla riapertura del caso degli omicidi nella capitale somala.

Le intercettazioni sono state condotte nell'ambito di un’indagine di Firenze sul traffico di camion dismessi dall'esercito italiano dall'Italia alla Somalia e che ha portato al fermo di circa 15 persone, che sono state messe sotto inchiesta.

La madre di Alpi, Luciana, madre di Alpi, ha detto di “prendere nota” delle nuove prove, ma ha detto: “Non voglio riaccendere le mie speranze”.

Un uomo somalo che ha passato quasi 17 anni dietro le sbarre per omocidio, ma che è stato successivamente scagionato, Hashi Omar Hassan, ha detto: “La famiglia di Ilaria deve avere giustizia”. Il 30 marzo 2018 Hassan ha ottenuto oltre tre milioni di euro a titolo di risarcimento per la sua condanna ingiusta e il tempo in carcere.